Sulle ali delle Emozioni
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La storia del Giro d'Italia

Appunti della storia delle grandi corse a tappe dagli anni '90 ad oggi: Giro d'Italia, Tour de France e Vuelta Espana.

​Notes on cycling great tours history since the 1990s:
Tour of Italy, Tour the France and Vuelta Espana.

"Da giovane ho iniziato a seguire con entusiasmo le grandi corse a tappe: in questa pagina ho ricostruito la loro storia da fine anni '80 ad oggi, raccontando le gesta degli atleti che più mi hanno emozionato."
Matteo Ghitti
​

All'esposizione "Sulle Ali delle Emozioni", per vivere al meglio l'esperienza della mostra, a contorno delle maglie e cimeli, troverai sette roll-up (200x80 cm) con immagini, testi e un QR code che riporta a questa pagina, dove in sette capitoli ho riassunto la storia dei Grandi Giri.


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I GRANDI GIRI: 1995-2000
Gli anni dal 1995 al 2000 segnano un importante passaggio generazionale nel ciclismo mondiale. Emergono nuovi protagonisti, molti dei quali già affermatisi tra i dilettanti e pronti a lasciare il segno nei grandi Giri: Marco Pantani, Ivan Gotti, Wladimir Belli, Evgenij Berzin, Pavel Tonkov, Enrico Zaina, Giuseppe Guerini, Andrea Noè, Francesco Casagrande, Paolo Savoldelli e Stefano Garzelli. Tra questi, Ivan Gotti si mette subito in evidenza: al Tour de France 1995 veste per alcuni giorni la maglia gialla, per poi conquistare il Giro d'Italia nel 1997 e nuovamente nel 1999. Ma è soprattutto Marco Pantani a regalare emozioni e imprese destinate a rimanere nella memoria degli appassionati. Dopo aver fatto intravedere il suo straordinario talento sulle montagne, il Pirata deve affrontare anche momenti drammatici e sfortunati, che arriveranno persino a mettere a rischio la sua vita. La sua consacrazione arriva nel 1998, quando compie un'impresa rimasta nella storia: conquista prima il Giro d'Italia e poi il Tour de France, realizzando la magica doppietta che in Italia mancava dal 1965, dai tempi di Felice Gimondi. Intanto, al Tour de France, dopo le cinque vittorie consecutive di Miguel Indurain, nel 1996 arriva un nuovo vincitore: Bjarne Riis. L'anno successivo è il turno del giovane tedesco Jan Ullrich, destinato a diventare uno dei grandi protagonisti del ciclismo di quegli anni e, soprattutto, uno degli avversari più importanti di Pantani. Il 1999 è un anno che segna profondamente la storia del ciclismo e, in modo particolare, quella di Marco Pantani. Al Giro d'Italia, il Pirata domina le montagne e sembra avviato verso una nuova grande impresa, ma a Madonna di Campiglio viene escluso dalla corsa a causa di un valore dell'ematocrito superiore al limite consentito. Un episodio che avrà conseguenze profonde sulla sua carriera e, soprattutto, sulla vita dell'uomo Marco Pantani, lasciando una ferita che non si rimarginerà più. Nello stesso anno prende il via una nuova era del ciclismo internazionale: quella di Lance Armstrong, vincitore del Tour de France dal 1999 al 2005. Una lunga stagione di dominio che, negli anni successivi, sarà però accompagnata da numerose controversie e da uno dei più grandi scandali della storia dello sport. Armstrong ammetterà in seguito l'uso sistematico di sostanze dopanti e verrà privato dei sette Tour de France conquistati, oltre a essere radiato dal ciclismo. Il 2000 regala ancora una volta due momenti indimenticabili firmati dal Pirata. Al Giro d'Italia, Pantani corre con grande generosità al servizio del compagno di squadra Stefano Garzelli, contribuendo alla conquista della maglia rosa. Al Tour de France, invece, torna a essere protagonista sulle grandi montagne e affronta senza timore il nuovo dominatore, Lance Armstrong. Sulle salite francesi, Pantani attacca, combatte e riesce ancora una volta a mettere in difficoltà il campione americano, conquistando due vittorie di tappa che rimarranno tra le ultime grandi imprese della sua carriera. Sono gli anni di una nuova generazione di campioni, di grandi sfide e di imprese memorabili. Ma sono anche gli anni nei quali il ciclismo mostra le sue due facce: quella più bella, fatta di coraggio, fatica e passione, e quella più oscura, segnata dalle vicende legate al doping. E in mezzo a tutto questo, rimane il ricordo di un ragazzo capace di trasformare una salita in emozione. Marco Pantani, il Pirata. Un campione che, più ancora delle sue vittorie, ha lasciato nel cuore degli appassionati un modo unico di vivere e interpretare il ciclismo.
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THE GREAT TOURS: 1995-2000

The years between 1995 and 2000 marked an important changing of the guard in world cycling. A new generation of riders emerged, many of whom had already made their mark as amateurs and were now ready to leave their imprint on the Grand Tours: Marco Pantani, Ivan Gotti, Wladimir Belli, Evgenij Berzin, Pavel Tonkov, Enrico Zaina, Giuseppe Guerini, Andrea Noè, Francesco Casagrande, Paolo Savoldelli and Stefano Garzelli. Among them, Ivan Gotti quickly established himself as a rider to watch. At the 1995 Tour de France, he wore the yellow jersey for several days, before going on to win the Giro d’Italia in 1997 and again in 1999.But above all, it was Marco Pantani who delivered the emotions and exploits that would remain forever in the memory of cycling fans. After revealing his extraordinary talent in the mountains, the “Pirate” was forced to endure dramatic and unfortunate moments, some of which even put his life at risk.His definitive breakthrough came in 1998, when he achieved an extraordinary feat that would become part of cycling history: first winning the Giro d’Italia, and then the Tour de France, completing the magical double that Italy had not seen since Felice Gimondi in 1965.Meanwhile, at the Tour de France, following Miguel Indurain’s five consecutive victories, a new winner emerged in 1996: Bjarne Riis. The following year, it was the turn of the young German Jan Ullrich, destined to become one of the leading figures of the era and, above all, one of Pantani’s most important rivals.The year 1999 would profoundly mark the history of cycling and, in particular, the story of Marco Pantani. At the Giro d’Italia, the Pirate dominated the mountains and appeared to be heading towards another great triumph. But at Madonna di Campiglio, he was removed from the race after recording a haematocrit level above the permitted limit. An episode that would have profound consequences for his career and, above all, for Marco Pantani the man — leaving a wound that would never truly heal. That same year also marked the beginning of a new era in international cycling: the era of Lance Armstrong, winner of the Tour de France from 1999 to 2005. A long period of dominance that, in the years that followed, would be overshadowed by numerous controversies and one of the greatest scandals in the history of sport. Armstrong later admitted to systematic doping and was stripped of his seven Tour de France titles and banned from professional cycling. The year 2000 once again delivered two unforgettable moments from the Pirate. At the Giro d’Italia, Pantani rode with great generosity in support of his teammate Stefano Garzelli, helping him secure the pink jersey. At the Tour de France, however, he returned to centre stage in the high mountains, taking on the new dominant force, Lance Armstrong, without fear. On the French climbs, Pantani attacked, fought and once again managed to put the American champion under pressure, claiming two stage victories that would become some of the final great triumphs of his career. These were the years of a new generation of champions, great rivalries and unforgettable exploits. But they were also years in which cycling revealed two very different faces: its most beautiful side, built on courage, suffering and passion, and its darker side, marked by the controversies surrounding doping. And through it all remains the memory of a young man who could turn a mountain climb into pure emotion. ​Marco Pantani. The Pirate. A champion who, beyond his victories, left in the hearts of cycling fans a unique way of experiencing and interpreting the sport.

Per la collaborazione si ringrazia: 
BS Rivista BICISPORT

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